Storia collettiva nata dopo lo spettacolo Le Stagioni Del Cuore (VUAM23)

Pubblichiamo qui la storia collettiva scritta il 1 Ottobre 2023 dai bambini e le bambine (e anche gli umani alti) che hanno partecipato allo spettacolo Le Stagioni del Cuore di Alessandra Tomassini Stabile. La galleria di disegni realizzati durante il laboratorio chiude questa edizione di Verso un altro mondo 2023.

 

C’era una volta e una volta non c’era un paese chiamato Autunno, dove il tempo non
passava mai perché si era fermato, perché non c’era, un paese dove la luce era dorata
come la marmellata di limoni e di fichi, no di banana, macchè di melanzana, mentre il
suono del vento spostava le foglie e ci faceva sentire tristi e l’odore della pioggia seccava
il sole annunciando che l’estate sarebbe stata torrida, bruciante, scoppiettante!

C’era una volta e una volta non c’era un luogo dove i vestiti erano sempre pesanti e
facevano caldo, molto caldo, e dentro alla gabbietta l’uccellino aveva un cappotto,
addirittura anche l’uccellino aveva un cappotto, anzi tutti avevano i cappotti, tutti, e
sudavano perché il sole cominciava ad abbagliare a scaldare a bruciare, e tutti cercavano
di toglierli, ma non ci riuscivano, e sognavano il ghiaccio dell’inverno che sembrava non
dovesse arrivare mai. Era il paese chiamato Primavera.

C’era una volta e una volta non c’era un filo d’oro che intrecciava le persone perché era un
filo magico, così se qualcuno cadeva, cadeva anche l’altro, cadevano tutti come birilli in
spiaggia, come i tasselli del domino, e tutti ridevano e non riuscivano a tornare nelle loro
case. Allora strisciarono fino alla spiaggia dove decisero di vivere tutti insieme, dopo aver
costruito un gigante castello di sabbia dal quale guardavano la luna e le stelle, i tramonti
riflessi nell’acqua color di rosa di rosso e di arancio. Era il paese Estate dove non si
poteva fare la doccia ma ci si doveva lavare solo tuffandosi giù nel profondo, nel fondale.

E quindi c’era una volta ma poi chissà se c’era, un luogo chiamato Inverno, dove gli
specchi erano magici e servivano a guardare nel passato, a pensare al tempo che passa,
a chi cresce e a chi invecchia, a chi non si assomiglia più, a chi si riconosce, a chi
vorrebbe tornare indietro quando si giocava con il cane e si saltavano le pozzanghere, e
c’era un grande silenzio e la calma e la tranquillità, e i sogni immaginati, il vuoto, le cose
non fatte e quelle che si possono ancora fare, le case addormentate, i lupi affamati e il
desiderio del riposo, di ciò che muore ma poi ritorna.

Erano quattro o forse una sola, una grande stagione per ogni paese, dove abitare e stare
insieme, tutti, la stagione per sempre.

4 Risposte a “Storia collettiva nata dopo lo spettacolo Le Stagioni Del Cuore (VUAM23)”

  1. Loredana Baldo dice: Rispondi

    Pura poesia in un delizioso stile …. impertinente!?

  2. Loredana Baldo dice: Rispondi

    Pura poesia in un delizioso stile…. impertinente😁

  3. Francesca Franchini dice: Rispondi

    Che lavoro meraviglioso!!
    Complimenti a tuttə.
    Paese estate il mo preferito.

    1. si vero! grazie!

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