Fiaccolata e pace

Insieme a una serie di associazioni del posto dove viviamo qui in Appennino, ci siamo fatti promotori della richiesta di poter realizzare una fiaccolata. Cammineremo insieme, in un paesino sui monti tra Bologna e Pistoia, accendendo delle luci e volgendo in questo modo collettivamente il nostro pensiero a chi sta vivendo il dolore e la paura che ogni guerra suscita.

Ci siamo interrogati su cosa questo gesto, all’apparenza insensato, probabilmente inascoltato, possa significare. E ci viene da condividere le parole che Francesca de Lena, editor e esperta di letteratura, ha condiviso nella sua newsletter “I libri degli altri” accingendosi a fare una lista di scrittori ucraini. Anche per noi questo è: “il nostro modo per omaggiare un popolo e dirci vicini a una nazione invasa, consapevoli che la nostra non può che essere una vicinanza simbolica, empatica, quindi del tutto inutile, e per la quale ci verrebbe da scusarci, se non fosse che un qualche valore alle umane scelte, seppur simboliche, forse ha senso darlo, altrimenti si finisce per non compiere nemmeno quelle”.

L’arte, la letteratura, la cultura, non possono lasciare indietro i simboli. Nella speranza, se non nella consapevolezza, che i simboli portino con sé un mondo, una visione, l’azione che segue a quella visione.

 

 

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