Il cielo intero

IL CIELO INTERO è un progetto realizzato con un contributo del BANDO PER LA PRESENTAZIONE DI PROGETTI RIVOLTI ALLA PROMOZIONE ED AL CONSEGUIMENTO DELLE PARI OPPORTUNITÀ E AL CONTRASTO DELLE DISCRIMINAZIONI E DELLA VIOLENZA DI GENERE indetto dalla Regione Emilia Romagna (Delibera Num. 1861 del 04/11/2019)

Quello da cui siamo partiti è questo: non vogliamo più pensare alle donne (nel mondo e in particolare sulle nostre montagne) come ‘l’altra metà del cielo’. È da tale idea che nasce ‘Il cielo intero’.

Il nostro è un progetto che intende coprire capillarmente, tra il 2020 e il 2021, l’Appennino bolognese, proponendo una serie di attività culturali e offerte artistiche che da un lato sensibilizzino la popolazione alle tematiche della parità di genere, dell’autoaffermazione femminile, dei diritti sessuali e riproduttivi, favorendo una riflessione che offra spunti di cambiamento e di concreta lotta alla violenza. D’altro canto siamo convinti che l’atto artistico debba sempre prevedere un incontro, e che non si possa prescindere dall’occasione dello scambio diretto, dell’aggregazione, della socializzazione come mezzi per incidere nel mondo e per mettere in relazione le persone tra loro (e quindi anche con se stesse).
Articoliamo dunque Il cielo intero sopra la nostra montagna nelle seguenti 5 azioni:

I) La realizzazione di una trasmissione radiofonica, a cadenza settimanale, in collaborazione con RDM, radio di Silla di Gaggio Montano con cui collaboriamo attivamente, il cui segnale copre 3 valli: La Valle del Reno, la Valle del Setta e la Valle del Panaro. Quindi una trasmissione che raggiunge decine di comuni e due province (quella di Bologna e di Modena), che affronterà settimanalmente tematiche inerenti la prevenzione alla violenza con espert* del settore (avvocat*, psicolog*, pedagogist*, pediatr*). Si tratteranno temi quali: come riconoscere la violenza più sottile, come prevenirla con l’educazione, come far valere i propri diritti e molto altro. Si daranno informazioni pratiche e capillari su sportelli, iniziative, servizi. Un vero e proprio approfondimento sulle tematiche della parità, per combattere le discriminazioni e aiutare chi subisce violenza.

II) Attivazione di una serie di incontri laboratoriali (in almeno 3 comuni della zona, ma diciamo in quanti più aderiranno) dal titolo ‘Tu non puoi capire’. Uno si terrà presso la Galleria Gomma Bicromata di Castel di Casio, che ha aderito al progetto e collaborerà alla realizzazione di uno o più appuntamenti. Gli incontri, aperti ad adulti ambosesso (20-60) con e senza figli, vuole aprire al dialogo tra due categorie di persone che socialmente (culturalmente?) pare abbiano un muro a separarle: la genitorialità. Trovarsi a riflettere insieme sul diritto alla sessualità e alla riproduzione, per comprendere le ragioni dell’altro e riflettere sulle proprie, attraverso gli strumenti della scrittura creativa e la mediazione della grande letteratura. Da un lato i locali child-free e il fastidio per il mondo dell’infanzia, assieme al disagio di subire continue mancanze di rispetto, come nell’apparentemente ingenua, frequentissima, domanda: ‘E tu, quando fai un bambino?’. Dall’altro l’orgoglio e la gioia di essere genitori, ma anche la fatica di essere soli in un cambio di vita definitivo, di sentirsi inadeguati, di dover fare rinunce importanti tra lavoro e famiglia. Di subire altre, altrettanto indelicate, domande/giudizio in merito alla gestione familiare, all’educazione dei figli ecc. Il dialogo tra questi due mondi di solito si conclude solitamente con “Tu che hai (non hai) figli non puoi capire”. Vorremmo partire da qui per realizzare dei laboratori di scrittura creativa dislocati sul territorio, incontri di 2 o 3 ore per gruppi ristretti di massimo 15 persone, in cui il dibattito viene sollecitato attraverso lettura di brani letterari e tecniche di scrittura creativa legate alla poesia. Alla fine di ogni incontro verranno prodotte diverse poesie dai partecipanti stessi, e saranno raccolti gli esiti del dibattito svolto durante l’incontro.

III) Si commissiona un’installazione da lasciare in dono in un luogo dell’Appennino bolognese significativo per la parità di genere (in via di identificazione insieme all’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese). Nel dettaglio si tratta di un’installazione sonora perenne dal titolo ‘La qualità dell’aria’ che riprende il concetto di vedere il cielo come intero e non come due metà. L’opera, ideata dai compositori Andrea Mancianti (residente in Finlandia) e Andrea Biagioli, musicisti di esperienze nazionali e internazionali di valore, ha un concept suggestivo e potente, in grado di farci percepire anche a livello uditivo che ‘aria tira’ in merito alla violenza sulle donne. Sarà un meccanismo di carillon che andranno a comporre una musica la cui partitura viene generata non da una scrittura pregressa, ma dall’interazione con il pubblico tramite una serie di domande relative alle violenze sulle donne. Ovvero, la musica cambia a seconda che il numero delle vittime cali, cresca, sia più o meno frequente, e soprattutto in merito alla nostra percezione di tali questioni. Siamo in grado con la nostra azione e con l’informazione di modificare questa musica?

IV) Un laboratorio teatrale inclusivo dedicato alle donne migranti che studiano italiano presso il CPIA di Castel di Casio, vista la sollecitazione arrivata da parte dell’Istituto stesso, e aperto anche a Italiane per un gruppo di massimo 30 persone. Il laboratorio vuole lavorare sul tema del confine: confine del proprio corpo, confine dell’altro, confine geografico. Una volta stabiliti positivamente i nostri limiti, siamo in grado di agire nel mondo con consapevolezza. Per questo il punto di partenza per la riscrittura di un saggio finale sarà ‘Casa di bambola’ di Ibsen, classico testo considerato fondativo per l’autoaffermazione femminile, in grado di fornire gli spunti guida del percorso per prendere consapevolezza di quali confini sia bene stabilire. Il laboratorio sarà condotto da Cecilia Lattari, attrice diplomata alla Galante Garrone di Bologna con perfezionamento al Teatro Due di Parma, esperta di lavoro teatrale con persone fragili e attualmente in formazione come gestalt counselor a mediazione artistica (siamo disponibili a fornire CV dettagliato).

V) La pubblicazione, per i tipi di SassiScritti che da alcuni anni si occupa di curare editorialmente volumi e scritti legati ai propri progetti, di una selezione di testi scritti dalle donne migranti che seguono i corsi di italiano presso il CPIA Montagna. La forza di questa pubblicazione sta non solo nel fatto che si tratta di donne che sono uscite da una condizione di minorità (talvolta partendo da un completo analfabetismo anche nella loro lingua madre) ma che la scrittura si è fatta in questo caso strumento al contempo di scoperta del sé e appropriazione di un mondo, diventando testimonianza vivente di come la cultura possa essere uno strumento potentissimo di crescita e acquisizione di diritti (possiamo fornire esempio di alcuni testi da noi pubblicati).

Per tutti i dettagli, per partecipare ai laboratori, per ulteriori informazioni non esitate a scriverci a: info@sassiscritti.org

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