È difficile raccontare cosa accade durante gli incontri del circolo di poesia inaugurato più di un anno fa da Azzurra. Non perché sia complesso riassumere le attività: si legge e si scrive collettivamente. Facile, dunque. Il fatto è che c’è molto di più, oltre quello che si fa e si vede.
Si è creata una piccola comunità provvisoria, che condivide momenti sempre più rari (e forse ancor più necessari) – quelli in cui ci ferma.
Non si pensa a impegni, preoccupazioni, cose che passano. Ma si sta presso il misterioso e prezioso atto dell’ascoltare. Far entrare in sé le parole, quelle proprie e quelle altrui, e lasciarle agire in noi, parole verticali, parole potenti, parole a volte di conforto a volte di spavento, a volte di meditazione a volte di commozione.
Si ride anche molto. C’è chi porta una torta che ha preparato per noi, chi condivide cioccolata, mandarini, tisane calde. Arrivano amici da lontano a trovarci.
Nel cuore dell’Appennino c’è una fiammella che scalda.
Ci troviamo una volta al mese. Le porte sono aperte, ma c’è una regola non detta: deve muovere il desiderio, la curiosità, il rispetto. Perché l’equilibrio dei miracoli, anche quello più piccolo, è delicato.
Per cui se volete potete scrivere a azzurradagostino@gmail.com
[ringraziamo Arci Emilia Romagna e la Regione ER, il Circolo fa parte del progetto Seminazioni di Itinere Arci ER].
Le foto sono di Gloria Agnello.






